DIFFICOLTÀ DI APPLICAZIONE NEI COMUNI DELLA CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA DELLA DEMOLIZIONE RICOSTRUTTIVA PREVISTA PER APPLICAZIONE DEL SUPERBONUS 110%.
Buongiorno,
scrivo soprattutto per sfogo personale per mettervi a conoscenza di questa cosa che secondo me è molto grave.
Premesso che lo Stato ha fatto in affiancamento alla norma del 110 una estensione del concetto di ristrutturazione che comprende anche la possibilità di demolire e ricostruire i fabbricati specialmente quelli rurali modificando completamente la loro sagoma e posizione pur nel rispetto del limite del volume esistente. La Regione Emilia-Romagna ha recepito tale norma andando a modificare la legge 15 proprio nella parte in cui c’è la definizione di ristrutturazione edilizia.
Premesso inoltre che la Regione Emilia-Romagna, fu l’unica regione a non accettare il piano casa di Berlusconi che prevedeva la possibilità di ampliare i fabbricati del 30% in deroga a tutte le norme urbanistiche locali, e questo è stato un grave danno per la nostra economia vedendo cosa hanno fatto le altre regioni che anno per anno hanno prorogato le norme e ad oggi stanno ancora portando avanti questa norma che per loro è stato un volano per l’edilizia.
Adesso che finalmente era possibile fare degli interventi in zona agricola che dessero più libertà ai committenti di modificare le sagome, la Città metropolitana il 23 dicembre ha adottato il PTM (piano territoriale metropolitano) con Delibera del consiglio metropolitano n. 42 del 23/12/2020. Tale piano ha sostituito tutte le norme delle zone agricole di tutti i comuni della città metropolitana.
Questa adozione non significa che è una approvazione, ma essendo partito il periodo di salvaguardia significa che sono vigenti sia tale Ptm che i Rue comunali (o Pug) ma che negli interventi si debba prevedere il rispetto della norma più restrittiva che chiaramente in questo caso diventa la norma della città METROPOLITANA.
Per quel che riguarda ciò che può essere fatto negli interventi sui fabbricati abitativi in zona agricola (e non ho letto quello che si dice riguardo alle altre destinazioni), all’articolo 1.2 che si riferisce all’ecosistema agricolo, nel paragrafo relativo alle disposizioni comuni relative agli interventi edilizi, viene indicato che in tutti gli edifici non aventi valore storico artistico sono ammessi interventi di tipo conservativo che non prevedono la demolizione degli edifici, poi più avanti specifica che se ci sono gravi problematiche strutturali può essere ammessa la demolizione ma SOLO con ricostruzione fedele.
Inoltre, viene indicato che in ogni fabbricato possono essere realizzati al massimo due appartamenti ed al massimo possono essere utilizzati 200 mq di superficie abitativa nel fabbricato a meno che attualmente non sia maggiore di tale limite.
Tali norme sono molto più restrittive di quelle che abbiamo attualmente nei Rue locali almeno guardando a quelle del circondario imolese ed inoltre sono gravemente limitanti nella possibilità prevista dalla norma nazionale recepita dalla regione riguardo alla ristrutturazione ricostruttiva. Per farti un esempio a Imola possiamo per i non Iap trasformare fino a 300 mq in abitazione per i fabbricati promiscui (gli Iap 400), e senza limiti se il fabbricato è abitativo senza parti agricole. Inoltre, possono essere realizzati molti più appartamenti, nel rispetto del limite di 80 mq minimi per appartamento, il che consente per edifici molto grandi di realizzare anche 3 o 4 appartamenti.
Guardando a cosa sta succedendo in questo momento che moltissime persone stanno andando a cercare delle case in zona agricola per poterle demolire e ricostruire a proprio piacimento proprio in conseguenza all’aver saputo che le nuove norme consentono questa possibilità, penso sia una cosa molto grave il fatto che nessuno è a conoscenza di questa norma e che chi acquista pensando a un certo tipo di progetto si dovrà trovare bloccato per via di questa norma della città metropolitana .
Penso che succederanno cose bruttissime.
Io, solo per fare un esempio, avevo dei clienti che stavano acquistando un grosso colonico per demolirlo, modificarlo completamente di sagoma e per fare tre unità immobiliari abitative, tutte cose che se io non gli dicevo, andavano ad acquistare il fabbricato e si trovavano un immobile acquistato da tre soggetti nel quale solo due potevano fare l’intervento e mantenendo la sagoma esistente mentre loro volevano portare il fabbricato tutto su un piano data anche la loro età (l’agente immobiliare non ne sapeva niente).
Sono strano a pensare che sia una pazzia?
Grazie
A presto
Fabio Cesari